FOTOSENSIBILITÀ O FOTOFOBIA (9/9)

La maggior parte dei bambini non soffre di fotofobia o fotosensibilità, anche se può essere un problema occasionale per i bambini dai capelli chiari e dagli occhi azzurri, specialmente durante le prime fasi dell’infanzia, da neonati a bambini piccoli.

In generale, a meno che un bambino non necessiti di una correzione con occhiali da vista, l’uso di buone lenti anti-UV da banco garantisce una protezione sufficiente. Tuttavia, se un bambino diventa acutamente fotofobico, questo di solito indica una grave condizione di infiammazione all’interno dell’occhio. Quindi, la fotofobia dovrebbe essere considerata un sintomo che richiede una valutazione tempestiva e non mascherata con occhiali scuri o lenti colorate.

Per i bambini che necessitano di prescrizione, è necessario prescrivere una lente con blocco al 100% di UV-A/UV-B. Dovrebbero essere prese in considerazione anche le lenti a tinta variabile o fotocromatiche. Tuttavia, è importante notare che l’uso di lenti fotocromatiche non causa o non contribuisce in alcun modo alla fotofobia. Se si verifica questa condizione, in un bambino che indossa occhiali con lenti fotocromatiche, può essere presente una condizione infiammatoria o la prescrizione o l’applicazione di lenti o occhiali è difettosa.

Luce blu degli schermi luminosi e gli effetti sugli occhi dei bambini

Bambini esposti alla luce blu dei tablet o smartphone

La luce blu, quindi, è responsabile di danni alla vista, soprattutto se si parla di bambini esposti a molte ore del giorno al computer, alla TV e ai videogames. Dopo poche ore, in genere tra le 6 e le 8 ore, chi sta davanti al PC o alla TV accusa:

– Irritazione agli occhi
– Rossore  
– Eccessiva secchezza oculare, dovuta al fatto che davanti a uno schermo si sbattono meno le ciglia
– Lacrimazione ridotta
– Poca lubrificazione nella parte inferiore dell’occhio        
– Stanchezza eccessiva della vista, chiamata “Astenopia” 
– Difficoltà a dormire a causa dell’inibizione della produzione di melatonina
– Dolore alla testa

Se invece si parla di lungo termine i danni sono purtroppo maggiori e anche più seri.

Il modo migliore per proteggere la vista di bambini e adulti dai danni causati dalla luce blu è la prevenzione. Questo vuol dire innanzitutto, soprattutto per i più piccoli, ridurre al minimo indispensabile l’esposizione a schermi e dispositivi, evitando soprattutto di mettersi allo smartphone o alla Tv nelle ore serali che precedono il sonno.

Le buone abitudini, poi, sono sempre preziose per la salute dei bimbi, a cominciare dalla dieta. Arricchirla di alimenti ricchi di nutrienti e proprietà antiossidanti rinforza la vista e le difese naturali degli occhi anche contro i danni della luce blu.

Quando, invece, si parla dell’esposizione diretta, la migliore prevenzione consiste nel fare una pausa dallo schermo almeno ogni 20 minuti e cercare sempre di non avvicinarsi troppo con gli occhi, così da non sforzare eccessivamente la vista.

Tra le buone pratiche inoltre si deve ricordare che le emissioni di luce blu dei dispositivi digitali, unitamente al tempo prolungato passato davanti allo schermo, determinano un affaticamento oculare e la secchezza dell’occhio.

Vari Studi mostrano che un occhio, sottoposto a un’intensa luce blu, accusa danni alla retina e, secondo il parere di diversi esperti, l’esposizione in età infantile potrebbe causare una degenerazione maculare ad esordio precoce, che si traduce nella principale causa di cecità per gli over 50, nonché all’incidenza più precoce di patologie legate alla cataratta. Ovviamente il rischio è nettamente inferiore per gli occhi degli adulti, poiché essi godono di una difesa del tutto naturale: invecchiando, la lente inizia a ingiallire diventando così un filtro naturale contro il passaggio della luce blu. Differente è il discorso per gli occhi dei bambini, dove la luce blu è in grado di penetrare in modo molto più efficace e diretto ai danni della retina, proprio in virtù del processo di sviluppo ancora in corso.

Esistono diversi modi per aiutare i bambini a non compromettere la loro capacità visiva, il primo tra tutti è limitare l’accesso all’esposizione di luce blu con regolari interruzioni dell’attività di osservazione. L’affaticamento degli occhi e la loro secchezza possono essere scongiurati se si insegna ai piccoli a fare pause regolari durante la visione dello schermo, affinché non giungano a provare sensazioni di bruciore e secchezza oculare.

In secondo luogo, occorre portarli all’aperto, poiché spesso la miopia è correlata più alla mancanza di tempo trascorso all’aperto e al poco esercizio della visione a lunga distanza che al tempo dedicato al tablet.

La regola del 20-20-20 può aiutare a prevenire questo problema. Secondo quest’ultima, dopo venti minuti trascorsi guardando uno schermo, bisognerebbe guardare qualcosa a 20 piedi, ovvero circa 6 metri, di distanza per 20 secondi e battere le palpebre per almeno 20 volte.    
Seguire questa regola sarà un ottimo modo per ricordare di fare delle pause frequenti e in questo modo riuscirete a ridurre l’affaticamento degli occhi causato dagli schermi digitali. Occorre, inoltre, responsabilizzare i piccoli sull’importanza di non eccedere con l’utilizzo di tablet ed altri device.

Esistono sul mercato delle protezioni in grado di schermare la luce blu. A partire da speciali pellicole da applicare sui dispositivi; sono opache e riposanti per la vista, resistenti ai graffi e in grado di assicurare una trasparenza del 99%. L’esperienza visiva resta inalterata e l’occhio ne guadagna in salute.

affaticamento oculare da pc

Oltre alle pellicole per lo schermo, ci sono anche lenti da vista con filtri sugli occhiali, in grado di garantire una visione più confortevole e nitida durante l’esposizione ai device. Il trattamento anti-luce blu permette di: migliorare il contrasto e il comfort visivo, ridurre l’abbagliamento e i riflessi sulla lente, prevenire la visione offuscata, la secchezza e il rossore oculare, il mal di testa e l’insonnia.

Buona norma è infine effettuare dei controlli annuali dall’infanzia fino al raggiungimento della maggiore età, momento in cui lo sviluppo è terminato e l’occhio può cominciare il suo processo di protezione naturale.

Riguardo la trattazione sulle lenti oftalmiche si ringrazia la Sig.ra Rita Gabriela Di Carlo, ottico e titolare dell’ottica “L’ottico Ria’m” per i preziosi consigli.

Letture consigliate

  1. Trattato di Oftalmologia. Yanoff M., Duker J.S. Antonio Delfino Editore. Volume 1: Cap. 4, 1-6.
  2. L’occhio, le sue malattie e le sue cure. Buratto L. Sprinter, 2010.
  3. Viscochirugia. Rischi all’esposizione UV patologie, prevenzione, protezione. Buratto L., Montani G., Martino M. Anno XXXIII: Supplemento N. 1. 2018.
  4. Decreto Legislativo 475/1992.
  5. Decreto Legge 10/1997.

ICONOGRAFIA

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