I raggi infrarossi (2/9)

Il termine “infrarosso”, cioè inferiore del rosso, indica che la sua frequenza si trova subito sotto quella del colore rosso della luce visibile. Viene spesso chiamato “radiazione termica” o “radiazione di calore”.

laser infrarossi

Le radiazioni infrarosse (IR) sono radiazioni calde:

  • IR-A (tra 700 – 1.400 nm) possono attraversare le porzioni anteriori dell’occhio ed arrivare alla retina;
  • IR-B (tra 1.400 – 3.000 nm) sono bloccate dalla cornea in gran parte e solo una parte residua arrestate dall’umor acqueo:
  • IR-C (tra 3.000 – 10.000 nm) sono assorbite dall’atmosfera.

La radiazione infrarossa è una radiazione benefica naturale con cui conviviamo ma che l’occhio non percepisce, in quanto non solo il sole emette tali radiazioni ma anche tutti i corpi caldi come il fuoco del camino o una stufa in pietra. Per questo i raggi infrarossi non hanno alcuna controindicazione.

Questa energia, o meglio, queste onde elettromagnetiche, viaggia alla velocità della luce ed ha la prerogativa di non riscaldare l’aria, ma bensì le superfici.
I raggi infrarossi a loro volta, a seconda della lunghezza d’onda, si suddividono in lunghi, medi e corti.

L’infrarosso lungo è detto anche “raggio della salute”.

Infatti, è ampiamente utilizzato in campo medico per terapie di riabilitazione: sono detti bio-genici, ossia generatori di vita, raggi di vita (light of life), o onde fisiologiche, che, penetrando nel nostro sistema vitale, generano un effetto riscaldante. Ne consegue una dilatazione dei vasi capillari, un sensibile aumento della circolazione sanguigna, un’attivazione del metabolismo dei tessuti e delle cellule.

I vantaggi degli infrarossi in sintesi:       
1) Grazie al calore emesso dalla lampada ad infrarossi, la circolazione migliora notevolmente e questo comporta un’efficacia contro i dolori muscolari e “scioglie” qualsiasi contrazione muscolare istantaneamente.   
2) Promuove la guarigione e il ringiovanimento della pelle fino a parecchi centimetri all’interno del corpo.   
3) Ha la capacità di migliorare l’ossigenazione e l’idratazione dei tessuti all’interno della cute.
4) È capace di velocizzare la guarigione delle ferite grazie ad una migliore ossigenazione e circolazione.    
5) Rilassa i muscoli e calma il sistema nervoso.        
6) È capace di migliorare il nostro umore e lo stress, specie nei mesi più freddi.

È sempre opportuno che i trattamenti siano seguiti da medici dalle mani esperte, al fine di scongiurare interventi sommari e sovraesposizioni che potrebbero causare ustioni cutanee o colpi di calore.

ustioni della pelle

E’ importante ricordare che la terapia con infrarossi è controindicata o comunque da sconsigliare :

– In caso di gravi patologie cardiovascolari;

– In caso di febbre superiore a 38 gradi;

– In caso di varicosi, diabete, emofilia, tumore;

– In gravidanza, in allattamento e durante il ciclo mestruale;

– In pazienti al di sotto di 6 anni;

– In pazienti che hanno assunto da poco alcolici o stupefacenti.

Effetti collaterali generali

Sono principalmente dovuti al calore e sono eritema, sudorazione, ipotensione, colpi di calore ed ustioni.

L’eritema da infrarossi compare durante l’irradiazione e scompare subito dopo l’interruzione del trattamento. Viene generato dall’intensa vasodilatazione superficiale prodotta dall’elevazione termica. Nell’area irradiata si può manifestare una sudorazione più o meno intensa, a causa della stimolazione delle ghiandole sudoripare da parte dei raggi infrarossi. In alcuni soggetti si può verificare ipotensione (abbassamento della pressione sanguigna) causata dalla vasodilatazione.

Le ustioni insorgono se l’intensità della sorgente è notevole e se esistono disturbi della sensibilità. Si tratta comunque di una energia che trasmette calore, quindi deve essere ben misurata e calibrata.

Raggi infrarossi e occhio

Sicuramente negli ultimi anni abbiamo notato sempre più la presenza di questa tipologia di riscaldamento ad infrarossi nei bar, nei luoghi di ritrovo all’aperto, negli uffici e nelle chiese capaci di creare un microclima caldo.

Alla luce del crescente utilizzo di queste apparecchiature, la ASL di Siena ha eseguito un’indagine al fine di stimare il rischio di esposizione dei lavoratori a quanto prescritto dal D.lgs. 81/2008 Titolo VIII Capo V (Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali) e i possibili rischi per gli avventori che accedono ai luoghi dove sono installate le lampade.

La valutazione ha riguardato alcune tipologie di lampade ad infrarossi che usano lampade alogene con potenza nominale compresa tra 1000 W e 2000 W installate a parete o a soffitto in bar e ristoranti.      
La Direttiva UE 25/2006 (Direttiva del Consiglio sulle norme minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici), recepita dal Titolo VIII capo V del D.lgs. 81/08, fissa specifici limiti per esposizione oculare ai raggi infrarossi. Tali limiti rappresentano il valore di esposizione al di sopra del quale il rischio è inaccettabile per un soggetto esposto per possibile insorgenza di danno termico corneale o di progressiva perdita di trasparenza del cristallino.

Lo Studio eseguito ha evidenziato che la maggior parte delle lampade ad infrarossi comportano una emissione di radiazioni ottiche artificiali elevata nella regione infrarossa dello spettro (IR-A). Il danno principale è a carico degli occhi, in quanto possono bastare poche decine di secondi o qualche minuto ad una distanza di circa 80 cm per provocare l’ustione della cornea o un principio di cataratta.   
Le misure di prevenzione al rischio di esposizione oculare a radiazione infrarossa, che possiamo individuare, riguardano il mantenimento di una distanza di sicurezza che può variare da 1 metro a 3 metri per rendere innocua la radiazione. Purtroppo, mantenere tali distanze non è sempre possibile a causa della struttura dei locali e della mancata efficacia di riscaldamento di tali attrezzature.

Inoltre, non sussiste alcuna informazione, a cura del produttore, che informi delle distanze di sicurezza o dei rischi a cui posso andare incontro durante l’esposizione alle radiazioni ottiche di queste apparecchiature.

Letture consigliate

  1. Trattato di Oftalmologia. Yanoff M., Duker J.S. Antonio Delfino Editore. Volume 1: Cap. 4, 1-6.
  2. L’occhio, le sue malattie e le sue cure. Buratto L. Sprinter, 2010.
  3. Viscochirugia. Rischi all’esposizione UV patologie, prevenzione, protezione. Buratto L., Montani G., Martino M. Anno XXXIII: Supplemento N. 1. 2018.
  4. Decreto Legislativo 475/1992.
  5. Decreto Legge 10/1997.

ICONOGRAFIA

Foto  tratte da: https://pixabay.com/it/