Ergoftalmologia (1/4). Cos’è.

Problematiche dell’apparato oculo-visivo correlate ad attività lavorative

L’ergoftalmologia è la branca della Medicina del Lavoro. Gli scopi dell’ergoftalmologia sono principalmente la prevenzione ed il trattamento dei disturbi e delle patologie oculo-visive, professionali o correlate con il lavoro, al fine di ottenere il massimo dell’efficienza della funzione visiva nel lavoro organizzato.

Essa utilizza conoscenze acquisite derivanti dalla Medicina del Lavoro, dall’Igiene Industriale, dall’Oftalmologia, dall’Ingegneria, dalla Fisica, dall’Architettura e da alcune discipline sociali (Psicologia, Sociologia). È quindi un’area scientifica interdisciplinare.

L’esame ergoftalmologico consiste in una serie di test oculistici, effettuati su lavoratori sottoposti a condizioni particolarmente faticose e stressanti per l’occhio, come per i videoterminalisti (foto 1).

foto 1

Per Legge, art. 6 D.L. 626/94, il “videoterminalista” è colui che lavora al computer per 20 ore medie settimanali.

I test Ergoftalmologici sono finalizzati a verificare l’assenza di difetti nella vista del paziente ed il corretto svolgimento delle funzioni visive, quali la capacità accomodativi, la convergenza o la secrezione lacrimale. Inoltre, durante la visita possono emergere problematiche come miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia, che possono avere rilevanza anche a livello di Sicurezza sul lavoro.

La Normativa enunciata dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008, redatta con lo scopo di tutelare la Salute e la Sicurezza del lavoratori sul proprio posto di lavoro, va a disciplinare l’utilizzo quotidiano dei videoterminali (VDT). Tale termine identifica qualsiasi tipo di schermo che venga utilizzato durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

La visita ergoftalmologica deve essere disposta per tutti quei lavoratori che trascorrono un numero consistente di ore davanti ai videoterminali deve essere ripetuta con una periodicità che consenta di prevenire rischi alla salute e ne preservi la sua capacità visiva: per i lavoratori oltre i 50 anni o in caso di particolari patologie visive, la visita di controllo si effettua ogni 2 anni, mentre per gli altri lavoratori è ogni 5 anni.

I lavoratori dovranno necessariamente effettuare test ergoftalmologici  e prestare attenzione alla Norme enunciate dal Decreto, tra cui:

  • Una attenta valutazione di tutti i rischi relativi alla vista
  • Prestare attenzione alla corretta postura e alla prevenzione dell’affaticamento visivo
  • Valutare attentamente le condizioni ergoftalmiche e igieniche relative all’ambinte lavorativo
  • Individuare procedure volte a limitare od eliminare l’esposizione ai rischi individuati  nel proprio ambiente lavorativo.

L’idoneità specifica è comunque sempre decisa dal Medico del Lavoro che, in tale giudizio,  dovrà anche considerare parametri non inerenti il quadro oculistico come ad esempio la situazione anatomica e funzionale del rachide.

In definitiva la visita ergoftalmologica prevede:

  • Valutazione della eventuale sintomatologia astenopica
  • Studio della refrazione oculare
  • Studio della motilità oculare
  • Valutazione degli annessi oculari
  • Valutazione del fundus oculi.

 Per gli utilizzatori di VDT/PC (per più di 20 ore medie settimanali) prevede inoltre la valutazione della situazione clinico funzionale del rachide, dell’arto superiore e più in generale dell’apparato osteomuscolare (foto 2).

foto 2

Questo viene richiesto per ottenere la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle rachialgie cervicali/lombari, nonché delle patologie da sovraccarico dell’arto superiore.

BIBLIOGRAFIA

  1. Miglior M.: Oftalmologia Clinica. Monduzzi Editore, 2006.
  2. De Gennaro M., Buongiorno V.: Ergoftalmologia: oftalmologia preventiva, sociale e del lavoro. Edizioni Scientifiche, 1981.
  3. Decreto Legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008.
  4. Buratto L.: L’occhio, le sue malattie e le sue cure. Sprinter, 2010.

ICONOGRAFIA

Foto  tratte da: https://pixabay.com/it/