Lacrimazione ed occhio secco (1/3)

DRY EYE: SINDROME DELL’OCCHIO SECCO

Che cos’è?

L’occhio secco è un disturbo dovuto a scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia): le ghiandole, per un’atrofia parziale o totale o per alterazioni spesso su base ormonale, non producono più a sufficienza liquido lacrimale e l’occhio diventa, quindi, più o meno secco. Le conseguenze variano da una leggera ma costante irritazione ad un’infiammazione oculare dei tessuti anteriori dell’occhio.

Tutto ciò causa un maggior traumatismo, durante ogni ammiccamento, dovuto al continuo movimento delle palpebre sulla superficie oculare ed una insufficiente detersione della stessa da corpi estranei o germi. Inoltre, vengono a mancare, nelle lacrime, anticorpi e lisozima, componenti ad alto potere battericida: è quindi assai elevato il rischio di contrarre infezioni, anche da germi comunemente innocui.

Fino al 20% di adulti di età superiore ai 40 anni presentano sintomi da occhio secco. L’origine di questa malattia è ritenuta essere multifattoriale e collegata a condizioni patologiche di una delle porzioni della unità funzionale che include il film lacrimale, la superficie oculare (cornea, congiuntiva, ghiandole lacrimali accessorie, ghiandole di meibomio, la giunzione muco epidermica, una ghiandola lacrimale principale e i sistemi di connessione nervosa, i dotti escretori e il sacco naso lacrimale).

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Generalmente vengono distinte due forme di Sindrome da occhio secco:
Primarie (Sindrome di Sjögren), cioè manifestazioni oculari di una malattia generale autoimmune, come ad esempio lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide e  sclerodermia.

Secondarie, dovute ad un’eccessiva vaporizzazione del film lacrimale (blefariti, congiuntiviti, uso protratto di lenti a contatto, ridotta secrezione senile, ridotta secrezione dovuta a farmaci, a ipovitaminosi A, ad uso protratto di colliri).

Il film lacrimale

Il film lacrimale è una pellicola che ricopre la superficie corneo-congiuntivale e costituisce l’interfaccia tra l’occhio e l’ambiente esterno. Le lacrime sono tra i costituenti del film lacrimale e contengono prevalentemente acqua, ma anche elettroliti, proteine, grassi e un importante enzima antibatterico, il lisozima.

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É prodotto da diverse ghiandole:

dalle ghiandole poste sul bordo palpebrale, dalla ghiandola lacrimale, da cellule secernenti, isolate e sparse nella congiuntiva.

Queste ghiandole non producono lo stesso secreto, tanto è vero che il film lacrimale è costituito da tre strati: lipidico, acquoso e mucoso, ognuno dei quali risulta essere fondamentale, affinché il film stesso possa svolgere la propria funzione.

  • STRATO LIPIDICO. Per evitare l’evaporazione dell’acqua, lo strato più esterno è costituito da uno strato lipidico che ha il compito di mantenere uniforme lo spessore del film lacrimale, inoltre garantisce la levigatezza del film lacrimale. Ogni piccola modificazione della propria viscosità o del proprio spessore determinerebbe qualche problema sulla distribuzione del film lacrimale. È prodotto da ghiandole sebacee: le ghiandole di Meibomio, che si trovano nei bordi palpebrali, e le ghiandole di Zeiss, che sboccano nei follicoli piliferi delle ciglia.
  • STRATO ACQUOSO. La parte principale (90%) del film lacrimale è costituita da acqua che contiene sali, zuccheri, proteine, enzimi e altre sostanze. Questo strato è capace di portare le sostanze nutritive e di difesa alla cornea e alla congiuntiva, le quali riversano in esso i prodotti del loro metabolismo sia in situazioni fisiologiche che patologiche. È prodotto dalle ghiandole lacrimali, situate sulla parete laterale della cavità orbitaria e nella congiuntiva.
  • STRATO MUCOSO. Per far aderire alla cornea (superficie idrofoba) la componente acquosa del film lacrimale, le cellule caliciformi della congiuntiva producono una sostanza particolare, detta mucina, con la funzione di mantenere bagnabile la superficie stessa.
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 Esistono due tipi di produzione di lacrime:

  • Basale, che è continua e costante.
  • Riflessa, che è indotta da stimoli ambientali ed interni (ad es.: un corpo estraneo all’interno del sacco congiuntivale oppure una condizione psicologica che determina il pianto).

Il fluido lacrimale ha numerose funzioni:

  • Lubrifica l’occhio, creando sulla cornea una superficie liscia su cui possono scorrere agevolmente le palpebre.
  • Nutre la cornea, che essendo priva di vasi sanguigni (avascolare) riceve sostanze nutritive ed ossigeno proprio attraverso il fluido lacrimale.
  • Protegge l’occhio, asportando tutte le sostanze di rifiuto e non permettendo l’attecchimento di germi.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Miglior M.: Oftalmologia Clinica. Monduzzi Editore, 2006.
  2. Liuzzi L., Batoli F.: Manuale di oftalmologia. Edizione Minerva Medica, 2002.
  3. Frezzotti R., Guerra R.: Oftalmologia essenziale. CEA Editore, 2006.
  4. Saraux H.: Oculistica. Masson, 1997.
  5. Buratto L.: L’occhio, le sue malattie e le sue cure. Sprinter, 2010.

ICONOGRAFIA

Foto 2: www.netterimages.com

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